RUMURUTI

 

La Missione di Rumuruti, gestita dai Padri della Consolata, fondata nel 1991 da Padre Luigi Brambilla e da Padre Antonio Bianchi, si estende per più di 3000 Kmq a un’altitudine tra i 1600 e i 1900 metri sul livello del mare. In questo territorio vivono più di 40mila persone: un insieme di tribù diverse che convivono abbastanza pacificamente. La maggioranza della popolazione appartiene alla tribù dei Kikuyu, per il resto si possono trovare Turkana, Samburu, Kipsigis, Nandi, Tugen. Le lingue nazionali sono lo swahili (non conosciuta da tutte le diverse etnie) e l’inglese.

Tutta la zona è semiarida, le piante spinose e basse della savana fanno da corona. In genere piove tra giugno e agosto e tra novembre e dicembre, ma ora il clima è pazzo anche là e, ultimamente, nella regione si alternano periodi di siccità ed improvvise piogge a cui fanno seguito inondazioni. L’instabilità climatica provoca enormi problemi all’agricoltura e di conseguenza alla vita degli abitanti che versano in condizioni di povertà ed indigenza. In particolare i periodi di siccità rendono difficoltosi la coltivazione delle terre e l’allevamento del bestiame, mentre le inondazioni creano enormi problemi nelle comunicazioni e nella viabilità, perché portano alla distruzione delle “strade”. L’agricoltura in questo contesto è una scommessa e, quando il clima lo permette, si coltivano soprattutto mais bianco, pomodori, patate e si allevano dromedari, mucche, pecore e capre.

In un territorio così sterminato a con strade sterrate o sentieri a mala pena segnati, sono sorti, nel corso di questi vent’anni di vita della Missione, punti di riferimento per il lavoro missionario e sociale: sono strutture molto semplici, finanziate dal lavoro di tanti volontari ed adibite a scuole. Nel territorio ce ne sono 23, escluso Rumuruti.

Rumuruti è “città” capo del Distretto di Laikipia West e, come capoluogo di provincia, conta più di 4.000 abitanti che vivono in case di fango, legno o semplice muratura, con tetti in fieno o lastre zincate. C’è anche un “centro” con negozi, ufficio postale, botteghe Safaricom dove si acquistano ricariche telefoniche e si ricarica la batteria del cellulare, la sede della polizia, le prigioni…

Il reddito è molto basso, una giornata di lavoro (quando capita) viene pagata circa 150 scellini (1,59 euro). Un Kg di riso costa 160 scellini, un Kg di zucchero 170 scellini, una “casa” in affitto (senza luce), 500 scellini al mese.

E’da questa realtà che è iniziata la collaborazione fra Rumuruti e il Comune di Fiorano.

Dopo la morte di Padre Giuseppe Richetti (missionario della Consolata nativo di Spezzano), nel 1993, il fratello Alfonso, altri familiari e cittadini di Spezzano, partirono per il Kenya per inaugurare l’ultima chiesa costruita da Padre Richetti. In quell’occasione è iniziata la collaborazione con Padre Vaccari che alla fine del 1993 divenne parroco di Rumuruti. Grazie al dinamismo, all’intraprendenza di Luciano Pierotti (cittadino di Spezzano), che, ha unito tanti volontari attraverso la ripristinata Fiera di san Rocco, Rumuruti ha iniziato a crescere.

Nel 1997, per formalizzare e legalizzare gli aiuti è nata la SPES (soci fondatori: Antonio Camellini, Primo Bonacorsi, Egidio Pagani, Luciano Pierotti, Francesco Tosi, Alfonso Richetti e Vittorio Pincelli), con scopi di assistenza sociale e beneficienza mediante aiuti umanitari. Si propone di salvaguardare la vita umana e di soddisfare i bisogni primari quali l’autosufficienza alimentare e la valorizzazione delle risorse umane, la conservazione del patrimonio ambientale, l’attuazione e il consolidamento dei processi di sviluppo endogeno e la crescita economica, sociale e culturale dei paesi.

Particolarmente importante è l’attività per le adozioni a distanza.

Primo passo della neonata Spes è stata la costruzione di una scuola primaria e un pozzo. Da allora, la Scuola Primaria della Familia Takatifu e la Nursery accolgono quasi 900 bambini ed è una delle scuole più ambite del distretto. Con le altre 23 Scuole (governative e private) della Missione, i bambini che vanno a scuola sono oltre 5.000. I bambini sponsorizzati sono circa 1000.

La scuola in Kenya è obbligatoria, almeno la primaria, ma le strutture sono spesso fatiscenti e sprovviste di materiale. Alle famiglie viene chiesto di accollarsi la spesa dell’uniform (circa 1000scellini), delle scarpe (400/500 scellini), dei maestri (1000 scellini) e l’iscrizione all’esame alla fine dell’ottava classe (1.500 scellini). Per molte famiglie sono costi proibitivi. L’adozione a distanza permette di coprire le spese e quindi garantisce la frequenza scolastica ai bambini.

La cifra annua per un’adozione a distanza ammonta a 260 euro e oltre a comprendere la copertura delle varie spese, fornisce un pasto e permette di seguire i bambini anche da un punto di vista sanitario. La scelta dei missionari in merito a chi debba essere “adottato” premia i più bisognosi, senza discriminazione tribale, politica o religiosa. L’adozione non si sostituisce ai genitori, ma li sostiene economicamente per sviluppare la vita dei loro figli, in modo da renderla indipendente e libera attraverso l’istruzione.

Al lavoro della SPES, si unisce ufficialmente, dal 2007, Africa nel cuore, perché collaborare con i Padri della Consolata presenti da 20 anni, significa proseguire un percorso già avviato con la garanzia che l’impegno di tanti volontari e le risorse raccolte sono spese nel migliore dei modi. Padre Vaccari e i suoi collaboratori conoscono a fondo quella zona e vivendo a stretto contatto con la popolazione possono individuare quali sono le necessità più urgenti a cui rispondere.

In questo spirito i volontari di Africa nel cuore portano avanti il loro impegno.

Capre

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