Vanna, Francesca, Agostino, Gabriele e Ivan — sono a Rumuruti in rappresentanza dei tanti amici e sostenitori che in Italia condividono il nostro cammino al fianco della Comunità di Rumuruti.
Sono andati per vivere insieme alla Comunità locale un momento che ha un significato davvero speciale. Un sogno che, piano piano, sta diventando realtà.
St. Angela Merici era il nome con cui è iniziata la costruzione, nata per volontà di Padre Mino Vaccari, Missionario della Consolata, originario della nostra terra: Baiso, in provincia di Reggio Emilia.
Il cammino dell’associazione a Rumuruti è nato con Padre Vaccari e, nel corso degli anni, lui è diventato per Africa nel Cuore molto più di un punto di riferimento. È stato una guida, un amico e una persona capace di credere in noi, anche quando noi stessi facevamo fatica.
Ci ha fatto amare la sua missione di vita e ci ha dato la forza per superare i momenti critici.
Quando, per raggiunti limiti di età, ha dovuto lasciare la guida della Missione di Rumuruti, per volontà dei suoi Superiori è rimasto a Rumuruti, continuando a seguire e a tutelare i progetti di Africa nel Cuore.
È stato lui, nel corso degli anni, a farci conoscere i bisogni della comunità e a proporci i progetti attraverso i quali poter dare una risposta concreta. Noi li abbiamo accolti, sostenuti e portati avanti insieme a lui.
Sono stati anni non sempre facili. Abbiamo dovuto affrontare cambiamenti e difficoltà e, soprattutto, abbiamo dovuto trovare un nuovo modo per continuare a essere accanto ai nostri bambini e alle tante persone che avevano bisogno di noi.
È stato allora che, anche grazie alla determinazione di Padre Vaccari, è nato un nuovo cammino: Africa nel Cuore Kenya, con l’obiettivo di poter continuare i nostri progetti con maggiore autonomia e responsabilità.
Da questo cammino è nata anche la St. Angela Merici.
Poi, il 30 agosto 2025, Padre Vaccari ci ha lasciati.
La sua morte ha lasciato un grande vuoto, ma anche una grande responsabilità: quella di non lasciare cadere il sogno che lui stesso aveva contribuito a far nascere.
E il 29 Settembre, proprio nel momento in cui questa struttura è finalmente pronta ad aprire le sue porte, abbiamo sentito che non poteva più chiamarsi semplicemente St. Angela Merici. Abbiamo voluto che portasse il suo nome.
Si chiamerà Fr. Vaccari Tumaini Centre. Tumaini in swahili vuole dire speranza
E questa sarà quindi la Casa della Speranza.
Una casa realizzata in memoria di Padre Vaccari, ma soprattutto una casa nella quale il suo desiderio di accogliere e proteggere i bambini più fragili possa continuare a vivere.
Questa struttura sarà anche la sede di Africa nel Cuore Kenya.
Sarà un luogo nel quale poter essere accolti, ascoltati e accompagnati. Ci si potrà rivolgere a questo Centro per presentare la propria domanda di inserimento nel progetto di Sostegno a Distanza.
Sarà un punto di riferimento per le persone e le famiglie che vivono situazioni di bisogno e collaborerà con i servizi sociali del territorio per cercare, insieme, di alleviare le difficoltà sociali che riguardano soprattutto i minori.
E’ un momento di grande gioia, è anche l’inizio di una nuova sfida. Perché una casa si costruisce con i mattoni, ma una Casa della Speranza si costruisce ogni giorno. Si costruisce attraverso le persone che la abitano, quelle che se ne prendono cura e quelle che, anche da lontano, decidono di sostenerla. E forse è proprio questo il senso più profondo di ciò che Padre Vaccari ci ha lasciato.
Non semplicemente un edificio, ma un luogo capace di accogliere, proteggere e restituire speranza.
Per questo siamo particolarmente felice che per il giorno dell’inaugurazione, anche se non può essere fisicamente presente, Padre James Bhola Lengarin, Superiore Generale dei Missionari della Consolata, abbia voluto farci arrivare la sua parola.
Le sue parole hanno per noi un significato particolare perché parlano di una storia condivisa, di uomini che hanno creduto nella possibilità di costruire qualcosa per gli ultimi e di un cammino che, nel tempo, ha assunto forme nuove senza perdere le proprie radici.
E c’è una frase del suo messaggio che vogliamo consegnare a tutti noi:
“Questo Centro è un ponte, non un confine.
È un’eredità che diventa futuro.
È un sogno che diventa casa.”
Crediamo che sia proprio così.
Noi di Africa nel Cuore siamo sempre gli stessi. Siamo quelli che hanno iniziato questo cammino tanti anni fa, insieme a Padre Vaccari e ai Missionari della Consolata. Siamo quelli che hanno continuato quando le strade sono cambiate. E siamo quelli che oggi vogliono semplicemente continuare a camminare accanto alla Comunità di Rumuruti, con rispetto, con umiltà e con la consapevolezza che nessuno può fare grandi cose da solo.
Questa casa è nata grazie a tante persone. Alcune hanno raggiunto Rumuruti, molte altre sono in italia e forse non hanno mai visto Rumuruti, ma hanno creduto. Hanno dato una mano, una donazione, un po’ del loro tempo. Hanno creduto che anche una piccola donazione potesse fare la differenza. E così, un passo dopo l’altro, siamo arrivati qui.
Per questo vogliamo dire grazie.
Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questo Centro.
Grazie, in modo particolare, ai membri di Africa nel Cuore Kenya, e soprattutto ad Annie e Waweru, per il loro impegno e per tutto quello che hanno fatto per arrivare fino a questo giorno.
Grazie a chi ha lavorato, progettato, costruito e seguito questo progetto anche nei momenti più difficili.
Grazie a tutti quelli che saranno presenti all’inaugurazione in primis i poveri e gli ex studenti e gli attuali studenti che fanno parte del progetto Sostegno a Distanza.
E grazie, soprattutto, a Padre Vaccari. Perché se oggi apriamo queste porte, è anche perché lui, tanti anni fa, ha avuto il coraggio di sognare.
Ora quel sogno non appartiene più soltanto a lui. Appartiene a tutti noi.
E soprattutto appartiene a coloro che all’interno di Fr. Vaccari Tumaini Centre troveranno accoglienza, protezione e, speriamo, un po’ di quella speranza che dà il nome a questo Centro.
La Casa della Speranza oggi apre le sue porte. E noi vogliamo continuare a camminare.
Pole pole, un passo alla volta. Pamoja.
